Quello che non dico.
Quello che a volte vorrei dire e mi rimane inceppato lì fra il cervello e le dita che digitano sulla tastiera mi compare come un’immagine.
Un’immagine che non so disegnare, riprodurre, ridire…
Ritrarre.
Non so dirla e così rimango triste inceppata.
Anche le foto che faccio… sono diverse quando le guardo dopo che le ho scattate. E mi dico, ma come? Erano perfette lì attraverso il mio occhio perché questo diabolico congegno non inquadra quello che io vedo?
Forse mi immagino posti e luoghi molto migliori di quello che sono realmente.
Dovrei studiare di più. Ed avere più proprietà di linguaggio!